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GEOLIER
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“Giro pe’ Secondigliano / dinto a ‘n’audi nera opac’ / ca me pare ‘n’astronave…” (Giro per Secondigliano dentro un’Audi nera opaco che mi sembra un’astronave), canta l’ultima trap hit napoletana, P Secondigliano, del giovanissimo Geolier feat. Nicola Siciliano. In appena due mesi il video del brano ha superato oltre 5 milioni di visualizzazioni su Youtube, diventando un vero e proprio tormentone. La canzone racconta di come i due (t)rapper girino per il quartiere a bordo di un’auto fica ostentando griffe famose. Secondigliano, attaccato a Scampia, è la roccaforte del boss Paolo Di Lauro, ora in carcere, capo storico dell’alleanza di Secondigliano che, nel 2004, si scisse dando origine a una delle più sanguinose faide di camorra. E Geolier così come Enzo Dong e Vale Lambo, ‘o sistema lo respirano ogni giorno, un mondo che inevitabilmente entra nelle loro canzoni: droghe, faide, spacciatori, auto, amori e morti ammazzati. Storie di strada che arrivano a centinaia di migliaia di ragazzi solo con il passaparola. Ormai i (t)rapper dominano le classifiche e fanno numeri da fare invidia alle pop star. Oggi grazie a internet basta centrare una canzone e un video per farsi conoscere in breve tempo, senza l’ausilio di un’etichetta discografica e di un ufficio stampa. E qui si coglie tutta la forza del rap che con un linguaggio semplice e diretto arriva dritto al cuore del giovanissimo popolo della rete. La trap è un sottogenere dell’hip hop nato negli anni ’90 in America e caratterizzato da melodie semplici, ripetitive e una voce “effettata” con l’autotune, su atmosfere diradate e bassi distorti. Genere che arriva in Italia nel 2011 con la canzone Il ragazzo d’oro di Gue Pequeno. La scena negli ultimi anni è cresciuta tantissimo, ma si è anche omologata nel suono e nei contenuti dove si trova sempre la solita retorica della strada e dell’autocelebrazione. Artisti che nascono come funghi in ogni parte d’Italia. Ci sono i milanesi Ghali e Sfera Ebbasta, i geneovesi Izi e Tedua, i romani Achille Lauro e Quentin40 che ha la caratteristica di fare rime troncando le parole, il salernitano Capo Plaza, il bolognese Drefgold e infine da Cesena arriva Young Signorino con i suoi mugugni ritmici no sense. I trapper italiani si ispirano alla scena americana ma anche a quella francese che impazzisce per la fiction Gomorra al punto che i gruppi PNL ed SHC – come tanti rapper italiani – hanno scelto Scampia come location dei propri video, dedicando canzoni alla famosa serie tv.
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