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I RIGHEIRA
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Vamos alla playa oh oh oh oh oh. È l'estate del 1983 e tutta l'Italia balla al ritmo di questo motivetto destinato a diventare non solo un evergreen da discoteca ma soprattutto una megahit mondiale capace di vendere milioni di copie in ogni mercato discografico: in Inghilterra il successo è tale che i diritti finiscono all'etichetta A&M, quella del trombettista Herb Alpert che già aveva nel suo portfolio nomi come Police e Supertramp. Dietro a "Vamos A La Playa" ci sono due – finti – fratelli, Michael e Johnson Righeira, ovvero Stefano Rota e Stefano Righi. Torinesi fino al midollo nonostante la saga spaziale che li vuole atterrati in Piemonte da un pianeta alieno, i due si conoscono fin dalle scuole: è anzi negli anni del Liceo Scientifico Albert Einstein che i due si buttano a capofitto e curiosi nel sulfureo mondo dell'underground torinese, a caccia di ritmi, parole, colori e mode. Un giorno della primavera del 2003 Michael e Johnson si ritrovano a Milano, negli Studi Creamus dei fratelli La Bionda, tra i più belli e all'avanguardia in Italia: nasce così "Vamos A La Playa" con il suo testo spagnoleggiante, i ritmi dell'estate, la voglia di ballare e di divertirsi che si respira in giro. Il successo è clamoroso, forse il primo, vero tormentone estivo della discografia italiana, e i Righeira diventano i volti più noti dell'estate. Michael e Johnson Righeira hanno molti assi nelle loro (strane) maniche e l'anno successivo è la volta di "No Tengo Dinero", altra megahit vacanziera, altro pezzo pseudospagnoleggiante, altra canzone icona degli anni Ottanta, della voglia di divertirsi anche quando i soldi in tasca sono pochi e della voglia di trasgredire. E i botti non sono ancora finiti: l'apoteosi arriva nel 1985 quando vincono il Festivalbar e Il Disco Per L'Estate con "L'Estate Sta Finendo", lanciata provocatoriamente ma intelligentemente appena prima che l'intera nazione si metta in strada per il mare. C'è più testo, peraltro in italiano, c'è più riflessione, quasi malinconia, ma il ritmo è sempre quello dance anni Ottanta, la voglia di ballare immutata e il successo sempre clamoroso. Ne escono diverse versioni, dal remix al lento e perfino quella in spagnolo, con i Righeira ormai emblema internazionale del divertimento discodance. Ormai sdoganati anche per le famigliole, nel 1986 i Righeira sbarcano al Teatro Ariston di Sanremo con "Innamoratissimo", singolo che non vale i precedenti anche perché deve accontentare i dogmi del Festival: ma soprattutto il pezzo è il primo segnale di una piccola crisi che comincia a serpeggiare tra i due finti fratelli che dopo qualche altro singolo dal 1988 al 1990 ("Companero", "Garageamos" e "Ferragosto") decidono per lo scioglimento del marchio di fabbrica. In realtà la loro attività non cessa, e soprattutto i Righeira non smettono di sfondare le classifiche: sotto il nuovo nome Sueño Latino, in pratica un side project con la partecipazione della cantante Carolina Damas al tempo fidanzata di Johnson, ottengono un nuovo enorme successo continentale con il singolo omonimo. Sembra l'ultimo colpo di coda: Michael si dedica al suo nuovo progetto ambient Anima Mundi mentre Johnson rimane invischiato in una brutta storia di droga dalla quale solo dopo anni esce scagionato. Si riformano nel 1998 e tornano nel 2001, con un nuovo look spazialista e marziano, la solita voglia di divertirsi e fare musica su un palco davanti alla gente che balla e un remix del loro pezzo più celebre "Vamos A La Playa" in sette versioni dance. Ma molto di più bolle nella pentola mentale dei fratelli Righeira: alla fine del 2006 Michael e Johnson si rimettono in uno studio per registrare un nuovo album, quel "Mondovisione" anticipato dal singolo "La Musica Elettronica" che riporta l'orologio musicale dei Righeira ai loro grandi successi, tra elettronica lo fi e testi spagnoleggianti e scanzonati.
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