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E se ti dicessi che a 13 anni ho sparato a un tipo? Non ci crederesti, perché non è vero. La verità è che nella vita non ho fatto altro che il rap e a parte il Rap non c’è molto da raccontare. Ho sempre avuto una profonda inquietudine, come un ansia di dimostrare al mondo quanto valgo. Quando avevo 6 anni andavo al mare ad Anzio, dove giocavo a pallone, e siccome avevo i ricci come Maradona e palleggiavo bene, cominciai a dire a tutto lo stabilimento che sarei diventato un calciatore più forte del “Pibe de Oro”. Immaginatevi le risate… Qualche anno dopo, a 13 anni, ho iniziato a fare freestyle (mi sembrava fico poter insultare la gente in rima) e qualsiasi cazzata uscisse dalla mia bocca era fuoco, da quel momento è iniziata la mia guerra. A 13 anni ero già un ragazzino cicciottello ma sveglio che aveva capito cosa fare nella vita: diventare il miglior rapper italiano e uccidervi. In questi anni ho lavorato tanto, tante energie fisiche e mentali, tanti esaurimenti miei, e delle persone che mi stanno accanto, ma dicono che a furia di fare a testate la porta viene giù. Oggi ho 23 anni e sono il primo rapper della storia a firmare con la Sugar ed è un onore per me essere nel roaster con artisti che hanno davvero fatto la storia della musica in Italia. Sono ambizioso. Finalmente fra poco uscirà il mio primo disco da solista, è la mia prova del 9… e vi stupirò tutti, ne sono convinto.
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